Il disagio dei laici ormai marginali

(Radicali.it)

-  da Corriere della Sera del 27 maggio 2008, pag. 3

di Monica Guerzoni

«Lei mi dice che ha parlato di rifiuti, di sicurezza, di salari… Benissimo, ma di Gesù Cristo ha parlato?». Il sarcasmo di Massimo Cacciari sintetizza il disagio dei laici di fronte alla prolusione fiume del cardinale Bagnasco: la sensazione di isolamento culturale e la presa d’atto che, dopo due anni di battaglie contro le «ingerenze» della Chiesa nella vita pubblica, una certa egemonia culturale sia stata spazzata via dal risultato elettorale. Dove sono i superlaici che tuonavano un giorno sì e l’altro pure contro le «invasioni di campo» delle gerarchie vaticane? Che fine hanno fatto i «cattolici adulti» alla Romano Prodi? I plausi soverchiano le critiche e i laici del centrosinistra si interrogano.

«Dov’è l’opposizione?» si duole Emma Bonino, leader radicale e voce sempre più isolata del fondamentalismo anticlericale. «Noi abbiamo urlato fin dove si poteva e ora invece non faccio che sentire gente che dice “la Chiesa ha libertà di parola”. Altro che parlare alle coscienze, quello di Bagnasco sembra un programma di governo». Nel Pd la Bonino si sente in minoranza, teme che i principi cari ai riformisti di fede laica siano sacrificati «sull’altare del dialogo» e si appella all’opinione pubblica, a chiunque abbia senso dello Stato e persino alla destra: «Non conosco Paese al mondo dove si alza un vescovo e dà indicazione su qualsiasi cosa, neanche fosse un altro governo ombra. Dobbiamo fermare questa penetrazione».

Smarrimento, preoccupazione, sgomento. Il sindaco filosofo Cacciari però si dice in ansia per la Chiesa, più che per l’architettura democratica e giura di non sentirsi affatto sconfitto dal punto di vista culturale. «Laici allo sbaraglio? Io non lo sono affatto, sono tranquillissimo. Questa storia della laicità è una balla colossale, perché lo Stato è laico per definizione e tale resterà finché avrà vita». Non teme l’isolamento, la fine di un’egemonia delle idee che l’ha vista tra i protagonisti? «Certo che sono preoccupato, ma per la dialettica su questioni come sicurezza, immigrazione e temi sociali, il resto è nebbia ideologica». Prima diceva di essere preoccupato per la Chiesa… «Certo, ritengo pericoloso per una istituzione così importante andarsi a infognare ogni giorno su quel che fanno Berlusconi, Veltroni o D’Alema. I vescovi si facciano sentire su questioni etiche e morali».

Gli echi delle battaglie tra cattolici e laici su fecondazione assistita, testamento biologico e diritti alle coppie di fatto sono lontanissimi, un cattolico veltroniano come Giorgio Tonini non vede «motivi di allarme» e definisce «giusto che la Chiesa offra il suo apporto al libero dibattito della società, come Bagnasco ha rivendicato, toccando tutti i temi in modo molto equilibrato». Ingerenze? «Mai viste. Semmai a volte la politica è così debole che va in cerca di legittimazioni improprie».

Sottotraccia, però, il Pd è lacerato e lo conferma indirettamente Eugenio Mazzarella, ordinario di Filosofia a Napoli e neodeputato democratico. Il professore ammette che tra i laici del centrosinistra «c’è una difficoltà» e cioè quella di produrre «una visione unita ria sulle grandi questioni della società e soprattutto sulla crisi valoriale che l’attraversa da 15 anni». Ecco, conclude l’onorevole filosofo, su questo «non siamo ancora arrivati a una visione condivisa e spesso ci proponiamo con un assemblaggio di opinioni che è la nostra debolezza». Laici allo sbando, insomma? «Quando si accusano gli altri di supplenza, generalmente la cosa nasce da una insufficienza di reazione culturale».

Chi fa autocritica, chi sceglie il silenzio e chi, come Marco Follini, riconosce alla Chiesa di «saper interpretare un certo senso comune», ma ora teme che il centrosinistra si rassegni alla sudditanza e «regali al centrodestra» il rapporto privilegiato con i cattolici. Non vede invasioni di campo da parte dei vescovi? «No, siamo nel terreno dell’esercizio. della parola».

Una Risposta a “Il disagio dei laici ormai marginali”

  1. Freespirit Dice:

    Mi pare che oggi più che mai occorra costituire un movimento rappresentativo dei laici.
    Invece di sprecare tanti sforzi in iniziative di innumerevoli gruppuscoli con scarsa rappresentatività e forza…., non sarebbe tanto più efficace organizzare e promuovere le stesse iniziative (almeno le più significative) in modo unitario e generale su scala nazionale?
    La Chiesa Cattolica ha gioco facile senza un forte movimento che possa rappresentare e promuovere una cultura civile laica…..
    Più che lamentarci continuamente della invadenza cattolica, bisognerebbe proporre, costruire e promuovere i “valori” laici.
    E’ normale che la Chiesa faccia i propri interessi, tocca ai laici propmuovere una cultura diversa….

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