La legge salva-preti

(La Stampa.it)

Via libera alla norma salva-preti (pedofili e non)

È, per altro verso, assolutamente peculiare che il governo nella nuova normativa sulle intercettazioni, pensando forse ai reati di pedofilia ed alle relative, frequenti, indagini penali, si sia specificamente preoccupato di dettagliare che, quando emerge un reato nei confronti di un sacerdote, dev’essere immediatamente avvertito il vescovo, e quando emerge un reato a carico di un vescovo dev’essere avvertito il Vaticano.

E’ evidente che se il vescovo viene immediatamente avvertito è ovvio che il prete probabilmente verrà a conoscenza immediatamente delle indagini contro di lui e ciò renderà quasi impossibile che il prete faccia un passo falso.

E’ quello che è successo col caso di don Mauro Stefanoni, per cui sono indagati per favoreggiamento personale il vescovo di Como Alessandro Maggiolini, il vescovo di Crema Oscar Cantoni e mons. Enrico Bedetti.

Se indagano un cittadino italiano, un vescovo, dobbiamo avvertire il capo di governo di uno stato estero, il Segretario di Stato vaticano. A me sembra una assurdità.

E’ una norma indegna di un paese civile, che ha abolito il foro ecclesiastico nel 1850 (legge Siccardi).

Paradossalmente questa norma, oltre ad accordare un assurdo privilegio che proibabilmente impedirà la prosecuzione delle indagini, introdurrà anche la violazione del segreto istruttorio e della riservatezza dell’indagato.

Una norma che, quindi, sottomette il prete al suo vescovo, che immediatamente saprà delle indagini contro di lui.

Un vescovo padre padrone, che se potrà proteggere il prete, al tempo stesso lo controllerà con la longa manus della giurisdizione civile.

3 Risposte a “La legge salva-preti”

  1. Walter Dice:

    Ci mancava questa bella ciliegina sulla torta. Non ho parole…

  2. MetaLocX Dice:

    Se le inventano tutte pur di ostacolare la giustizia.
    Però questi politici di destra son gente generosa: non pensano solo ai loro interessi (salvo che non abbiano qualche zio prete, se così fosse, chissà quante belle cose sanno…)

  3. Carlo Grezio Dice:

    Potrei essere d’accordo sulla necessità, entro certi limiti, di preservare gli appartenenti al clero dalla gogna mediatica se ciò servisse a salvaguardare la moralità dell’intera comunità nazionale. Ma ormai anche i cretini dovrebbero essere consapevoli che i preti, nella maggioranza dei casi, non sono uomini retti e virtuosi, anzi forse è proprio a causa loro se oggi dilagano la corruzione e la disonestà. Tuttavia, vi è ancora un interesse del mondo politico a mantenere vivo il rispetto verso i preti ed i precetti religiosi, per il seguente unico e meschino motivo: prendiamo ad esempio una città come Napoli (che, poi, è quella in cui vivo). A Napoli gran parte della popolazione non ha un lavoro, non ha una casa, non ha i soldi per studiare, non ha speranza di poter cambiare in meglio il proprio destino e, quindi, non è partecipe della vita e delle opportunità che lo Stato offre al resto della comunità nazionale. Cosicchè, ridotta in tale condizione tutta questa gente non ha alcun motivo per accettare e rispettare le leggi dello Stato poichè dal rispetto delle stesse non ottiene nulla in cambio. In questo caso, allora, conviene a chi detiene il potere far sì che queste persone, che non hanno nulla da perdere, si inducano ad un contegno socialmente accettabile ( e non facciano, ad esempio, un paliatone a Bassolino o alla Iervolino) perchè vinti da condizionamento e dal “freno” dei precetti religiosi. E’ proprio così!A Napoli accade spesso che i politici ( che in certi frangenti diventano addirittura comici per quanto sono cagasotto) nei momenti critici e pericolosi ( ved. emergenza rifiuti) si mostrino molto devoti e che esortino la popolazione ad una vita virtuosa riprendendo e sottolineando le parole degli alti prelati campani, i quali ultimi, poi, in queste situazioni si fiondano e diventano presenzialisti per curare i loro interessi profittando delle disgrazie capitate alla popolazione, così come, d’altronde, è sempre avvenuto nella storia della religione cristiana. Insomma il rispetto per i preti e la religione serve a salvare dall’ira del popolino i furbacchioni che detengono il potere. Giungere, però, sino a sottrarre i preti alle sanzioni penali , perchè tale normativa in questo si tradurrebbe, mi sembra davvero eccessivo. Non meravigliatevi, poi, signori politici al potere ed esponenti del clero, se i raid come quello sui frati di San Colombano dovessero divenire lo sport preferito dagli esclusi e dalle persone violate ed umiliate dalle perversioni e cattiverie dei pretucoli che raccattate e sistemate nei vostri edifici di culto.

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